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Come vincere alle scommesse e cambiare la tua vita!

Vivere di scommesse è possibile? Pare proprio di si!

Seguendo il calcio H24 e con tante informazioni in merito, abbiamo conosciuto alcune persone che ci hanno fatto capire davvero che con le scommesse si può vincere ma addirittura giocare online alle scommesse può diventare un vero e proprio lavoro. Continua a leggere questo articolo e capirai quanto può essere facile vincere alle scommesse in modo studiato.

Scommesse sportive – L’italiano scommettitore

Per intenderci colui che passa intere giornate alla SNAI a compilar schedine, bollette o multiple che dir si voglia e che rimane incollato al televisore con il naso all’insù sperando fino all’ultimo nella vittoria della squadra del cuore. Gioca eventi a quote altissime pensando “Ehi, pagano bene”, o una multipla lunghissima a quote estremamente basse “Impossibile che queste squadre perdano”. I fatti in realtà parlano chiaro: torna a casa sconsolato e con il portafogli alleggerito, rimuginando su quali squadre puntare il giorno/settimana successivi.

Con questi presupposti non c’è da meravigliarsi se vi diremo che si potrà vivere con le scommesse. Chi ci ha aperto gli occhi davvero lo fa e stiamo parlando di vittorie nette, semplici e pulite.

E quale sarebbe la formula magica? Perché un trader si guadagna uno stipendio e un bettor (o scommettitore che dir si voglia) alla lunga perde i suoi soldi?

La formula magica purtroppo non esiste, ma per quanto riguarda gli altri quesiti la risposta è semplice, anche se apre la strada a molte altre domande.

Iniziamo da un piccolo ma importante punto: nelle scommesse tradizionali il tuo guadagno dipende dal pallone, nel trading sportivo il guadagno dipende da te.

Immagino penserete “Ma come dipende da me? Non ci sono mica io in campo”. In tal caso avreste in parte ragione e in parte torto. Un attimo di pazienza e capirete il perché; iniziamo spiegando perché il nostro scommettitore italiano stereotipato alla lunga è destinato a perdere.


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Scommesse – Il sistema tradizionale

In passato (gli anni ruggenti dello scommettitore italiano stereotipato) c’erano, e ci sono tuttora, i cosiddetti bookmaker, banco o centri scommessa che dir si voglia (la SNAI per intenderci). Al vertice di questi centri dei capaci allibratori calcolano le possibilità di vittoria delle varie squadre in gara e sulla base di queste creano delle quote. Le quote, per quei pochi che non ne fossero a conoscenza, indicano quanto deve essere pagato un evento. Ad esempio, Juventus-Buffoni FC: la Juventus vincerà quasi sicuramente il match perciò la quota sulla vittoria della Juventus sarà molto bassa, quota bassa=pochi soldi in caso di vittoria. Questo è logico in quanto è normale che un evento estremamente probabile sia pagato meno. Ipotizziamo che la quota Juventus vincente sia 1,02: in questo caso puntando 100€ in caso di vittoria della Juventus ci verranno restituiti 100€ puntati, più 2€ che corrisponderanno alla nostra vincita netta.

Dopo aver ricevuto la quota “pulita” dall’allibratore il bookmaker, dovendo mangiare anche lui, abbassa le quote creando il suo margine di guadagno, nel senso che paga meno qualsiasi evento rispetto alle sue reali probabilità di uscita (memorizzate bene questo punto ci servirà in seguito). Fatto ciò è pronto ad accogliere gli scommettitori; questi  ultimi puntano e danno i loro danari al bookmaker che li custodisce fino alla fine dell’evento; finito il match paga i vincitori e trattiene per sé oltre al “margine” sulle quote anche tutti gli importi delle scommesse perdenti. Viene da sé che il bookmaker non vuole grossi vincitori, ma che i migliori “clienti” siano gli stereotipi dello scommettitore italiano, in sostanza i perdenti al gioco.

Il big bang delle scommesse sportive, la nascita del trading

Nell’anno 2000 le scommesse sportive cambiarono per sempre con la creazione della borsa sulle scommesse sportive interamente online, che permetteva l’acquisto e la vendita (betting exchange appunto) delle quote sugli eventi sportivi. Questa enorme piattaforma di mercato venne chiamata exchange.

In cosa consiste questo piccolo ma grande passo avanti nel mondo delle scommesse?

L’exchange non guadagna sui perdenti (ricordi invece il bookmaker tradizionale?), ma trattiene una percentuale sulle vincite (non sulle perdite) dei giocatori, quindi nel mercato exchange non importa a che quota giochi il mercato (una sorta di licenza ma, concedetemela, non abbassa le quote per creare margini di profitto perché fa da semplice tramite tra i giocatori). Il tutto viene gestito sia prematch anche svariati giorni prima e live durante tutta la partita (un trader lavora quasi sempre live, quindi questo è molto importante).

Nel betting exchange (detto anche trading sportivo) non scommetti contro un bookmaker, ma contro altri utenti che scommettono l’opposto di quello che scommetti tu. Se l’esito su cui tu fai il bookmaker si verifica, pagherai tu l’utente (come farebbe il banco); se invece l’esito non si verifica l’utente paga te (come pagherebbe il banco).

Fare il trader è un lavoro?

Si, puoi vivere di scommesse facendo il trader. Se vuoi sapere come fare, non perdere tempo ed iscriviti alla nostra newsletter sulle scommesse. Con la ripresa dei campionati maggiori ti inviteremo ad un Webinar GRATUITO dove verranno illustrate tutte le maggiori info per fare di te un PROFESSIONISTA del settore.


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