Disastro Chapecoense, il terribile racconto di un sopravvissuto

Un disastro che ha colpito tutto il mondo sportivo e non solo. Ma nella tragedia dell’aereo che trasportava la Chapecoense, c’è anche un grande miracolo. Il destino ha voluto regalare una seconda chance ad Alan Ruschel, difensore del Chape uscito miracolosamente (quasi) illeso dalle lamiere dell’aereo precipitato.

Lo stesso Ruschel ha rivelato in conferenza stampa la sua versione dei fatti: “Il direttore sportivo Cadu Gaucho, prima della partenza, mi chiese di cambiare posto e di cedere il mio ad un giornalista. Poi ho ho visto Follmann (l’altro calciatore sopravvissuto insieme a Neto, ndr) che ha insistito perché occupassi il sedile al suo fianco. Se non avessi cambiato posto, non sarei più qui. Non c’è spiegazione a quanto accaduto, se non quella di un miracolo. Dio ha voluto che continuassi a vivere ancora”.

I ricordi di Ruschel finiscono qui: “Non ricordo altro di quei momenti, se non di essermi svegliato con mia moglie Marina che mi parlava in ospedale. Quando mi hanno riferito l’accaduto, ho pensato fosse un incubo. Provo ad evitare di parlare dell’incidente, sono felice per essere ancora qui a parlarne ma nel contempo enormemente triste per gli amici persi. Voglio onorare la loro memoria provando a rientrare in campo il prima possibile. Mi ci vorranno almeno sei mesi”.