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Champions League, salta la riforma che avrebbe garantito più posti per le italiane

Le squadre italiane già si sfregavano le mani, pregustando una ritrovata competitività anche grazie alla pioggia di quattrini che sarebbe dovuta confluire dalla UEFA dopo la riforma della Champions League che si concretizzerà a partire dalla stagione 2018-2019. Quando per ciascun paese “forte”, l’UEFA avrebbe dovuto garantire il diritto ad avere quattro squadre fisse nella massima manifestazione continentale.

Ma ad una settimana dal vertice di Nyon che dovrebbe mettere nero su bianco tutto tace. Nessuna certezza, anzi. Dalla Spagna rimbalza l’indiscrezione che il progetto sarà congelato e rimandato a data da destinarsi. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo Marca, la riforma infatti emarginerebbe i paesi calcisticamente medio-piccoli, con conseguente perdita di appeal (e ricavi da diritti televisivi). Fattore che sta facendo riflettere il nuovo prsidente dell’UEFA, lo sloveno Ceferin. Possibile che tutto possa rimanere com’è, con due sole squadre italiane qualificate di diritto ed una ai playoff, spessissimo fatale nelle ultime stagioni.