La sorpresa e la voglia di Tottenham e Ajax contro l’esperienza e l’estro di Barcellona e Liverpool.

Siamo alla curva finale della Champions League. I quarti di finale hanno dato il loro verdetto: fuori la Juventus di Cristiano Ronaldo, tra le favorite per la vittoria finale, fuori anche il Manchester City di Sterling, Aguero e Guardiola, che doveva fare il definitivo salto di qualità in ambito europeo.

Ora, dicevamo, c’è l’ultimo scoglio, l’ultimo tornante prima del rettilineo che ci porterà alla finale. Nelle quattro che sono rimaste ci sono favorite ed outsiders, grandi nomi e fresche promesse. Proviamo a capire che partite abbiamo di fronte, che semifinali saranno, entrando nel merito di un ogni sfida.

E lo faccio cominciando da quella che si preannuncia come la più divertente delle partite. Di fronte ci sono le due rivelazioni di questa Champions League: il Tottenham di Pochettino e l’Ajax di Ten Hag.

Gli inglesi sono riusciti a sbattere fuori i connazionali del Manchester City di Guardiola, grazie soprattutto ai gol e alle intuizioni di Son. Classe 1992, il coreano sta dimostrando di essere finalmente un grandissimo calciatore: in 27 partite di Premier League ha messo a segno 12 reti, riuscendo nell’impresa di non far rimpiangere l’infortunato Kane. E se per il talento di Eriksen e per la classe di Lucas Moura sono stati scritti chilometri di inchiostro, in questo spazio vorremmo soffermarci sull’importanza nello scacchiere del Tottenham di Sissoko e Wanyama. Due colossi del centrocampo, due mediani di rottura capaci però anche di impostare e di ribaltare il fronte.

Dall’altra parte ci saranno i ragazzi terribili di Amsterdam. La loro ricetta è semplice: velocità, tecnica, sfrontataggine. L’estro e la fantasia dei Di Ligt, de Jong, van de Beek, Neres crea un mix unico con l’esperienza e la bravura di Tadic, Schone, Blind. Una sintesi che fatto già vittime illustri come il Real Madrid campione in carica e la Juventus dei fenomeni. E ora l’Ajax può veramente sognare: perché ha tutto in regola per arrivare fino in fondo. Il tabellone delle quote Champions relativo alle gara di andata li vede sfavoriti con un 3.20 di quota, contro il 2.20 degli inglesi, il segno X si gioca invece a 3.30.

L’altra semifinale di Champions League mette davanti le due strafavorite alla vittoria finale: il Barcellona di Ernesto Valverde e il Liverpool di Klopp.

I blaugrana hanno appena eliminato il Manchester United di Solskjaer, guidati dall’ennesima partita perfetta del fenomeno Lionel Messi. Un campione assoluto, pronto a firmare un contratto in bianco che lo legherà a vita ai catalani. Impossibile scrivere ancora qualcosa sulla sua grandezza: estro, fantasia, intuizione, magia. Nelle sue giocate c’è tutto.

Come c’è tutto nei colpi e nelle accelerate di Momo Salah, un altro che viene criticato per le sue prestazioni. Il problema di questi fenomeni è che ci hanno abituati a livelli clamorosi, a partite sensazionali, a giocate metafisiche. E quando non le vediamo siamo sempre scontenti. Ma come si fa a criticare l’attaccante del Liverpool, che insieme a Manè e Firmino sta trascinando i Reds nel testa a testa in Premier League contro il Manchester City?

Difficile dirlo. Come difficile è scegliere chi vincerà tra i due. L’andata vede il Barcellona vincente quotato a 1.70, mentre gli inglesi sono piazzati ad un clamoroso 4.70. Un bel pareggio è bancato 4.10. E manterrebbe i giochi aperti per il ritorno. Con lo spettacolo a guadagnarci.