Secondo tempo terminato ancora in parità, serviranno i tempi supplementari. La partita in corso tra la Juventus e Massimiliano Allegri sembra una di quelle interminabili finali bloccate sullo zero a zero, con poche occasioni da una parte e dall’altra. Servito un terzo round, un terzo incontro tra presidente e tecnico bianconero prima di arrivare all’ufficialità divulgata intorno all’ora di pranzo: Allegri-Juve, sarà divorzio.

Si susseguono i rumors e le indiscrezioni mentre si fa largo una certezza a prova di bomba: se i tempi si sono dilatati a dismisura, vuol dire che non era tutto rose e fiori come qualcuno voleva far credere. Anzi. Il rapporto si sarebbe incrinato soprattutto tra Allegri e Pavel Nedved, vicepresidente della Juve. Agnelli ha provato a mediare ma senza frutti.

La “furia ceca”, con la spalla di Paratici, preme per un mercato conservativo, con pochi e significativi ritocchi anche per non essere costretto a svendere calciatori reduci da un’annata deludente come Dybala, Douglas Costa e Mandzukic. Allegri chiedeva sempre più peso sulle scelte strategiche di mercato e avrebbe voluto una mezza rivoluzione con cinque big via. Oggi il terzo round alla Continassa, quello finalmente decisivo. Adesso chi guiderà la Juve