Calciomercato Bologna, il punto della situazione – Una città in attesa

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Il punto sul mercato del Bologna di Massimo Maccaferri.

 

Il mercato del Bologna non decolla. E’ vero, ma i tifosi che vedono sempre il bicchiere mezzo pieno pensano a come era la situazione un annetto fa: retrocessione in serie B con iscrizione in extremis, pochissimi investimenti sul mercato e la prospettiva di rimanere nella cadetteria a tempo indefinito.

Poi il gran lavoro di Fusco, il cambio societario, il miracolo dei playoff ed eccoci di nuovo qui a confrontarci con il meglio del calcio Italiano. Il Bolognese non ha grandi pretese, sa che le vette del lato sinistro della classifica sono per ora una utopia, ma non può d’altro canto sopportare ancora quel clima di costante paura che caratterizza la zona retrocessione.

Ecco perché c’è ansia e preoccupazione per questa nuova avventura da vivere tifando una squadra che al momento non c’è. Naturalmente il mercato è ancora lungo, in una settimana potrebbe cambiare tutto, ma va detto che poi il ritardo di preparazione potrebbe contribuire negativamente almeno nelle prime gare, come logica vuole.

A Castelrotto Delio Rossi aveva più giocatori in stand by che quelli effettivi della rosa, figuriamoci in attacco, dove Cacia, Acquafresca, Paponi, Bianchi e Mancosu dovranno essere piazzati al più presto avendo un peso importante sul monte ingaggi, aumentando in tal modo il “tesoretto” da investire nella campagna acquisti. E di questi cinque forse ne rimarrà uno solo…forse. E’ un mercato molto strano dove Quintero costa più di Jovetic o dove nemmeno John Grisham avrebbe scritto una trama da “legal thriller” come la vicenda Salah. La cosa certa è che il “prestito con diritto di riscatto è all’ordine del giorno, praticamente una cambiale. Dammi oggi e pagherò domani.

Per i rossoblù i possibili nuovi arrivi sono tanti e variegati: da Defrel a Villalba, da Torosidis a Donsah, inutile elencarli tutti visto che molti sono improponibili ed altri irraggiungibili, ma il calciomercato è bello per questo ed è, soprattutto, imprevedibile. Ci ricordiamo ancora quando arrivò Baggio, così, all’improvviso e di come Gilardino firmò mezz’ora prima della chiusura. Corvino dovrà riuscire a portare ancora 7/8 giocatori, ma, forse, l’impresa titanica sarà quella di vendere quelli in esubero, calcolando, come già detto, che alcuni di loro hanno contratti molto onerosi.

Il Chairman della società, Joey Saputo, che, tra mozzarelle e Montreal Impact, ha dedicato tempo e denaro alla ricostruzione di questo Bologna, ha già un piano pluriennale molto importante: rivalutazione dello stadio, consolidamento societario e della squadra, da vero imprenditore si è fissato tempi e investimenti. Forse bisognerà pazientare un po’, ma sono convinto che, da qui in poi, il Bologna potrà dimenticare gli anni bui e vedere finalmente un futuro più sereno.

Nel frattempo Bologna attende con fiducia, nella speranza arrivi qualche giocatore che faccia fare un salto di qualità alla squadra e un allungo deciso agli abbonamenti.